Questo blog non si chiama forse "NotOnlyRuns"?
Magari non sempre si capisce, ma tra le righe, non c'e' solo corsa nei miei post. Ma in questo, in questo, lo dico, si parla di bella gente. Oltre alla corsa.
Occasione: vertical S. Giacomo - Altissimo. Per i non addetti ai lavori, sostanzialmente si va solo in su, di solito con 1000m di dislivello. Sto giro, 5km con 888m di dislivello.
S o f f e r e n z a p u r a ! Mica puoi dire che spiana.
Organizziamo un bel gruppetto di GenteFuoriStrada, ritrovo in piazza alle 8 e poi su verso S. Jack. Schermaglie nel gruppo ("sei lento!") alternate a ritiro pettorali e caffe' e pitstop e riscaldamento e stretching e spunta e cavolo e' gia' ora di partire. Auguri a tutti - "ci vediamo su" - "se arrivi prima ordina un giro di birre" - "mi raccomanda lascia qualcosa al ristoro" - "daje ti mordo i talloni" - "tiragli il collo al president" - "parti forte e poi accelera" - "non superarmi troppo veloce"...
Pam! (c'era la pistola, una fissa delle gare fidal)
Primi 900m in leggera discesa, giusto per scaldarsi. Fatto sta che per alcuni secondi assaporo come sia stare nei primi 10, tanto poi inizia la salita e ritorno rapidamente nella porzione di folla che mi spetta. Inizia il vero vertical; il primo pezzo e' nel bosco e sono ancora nella fase in cui mi sorpassano tutti quelli che la salita la sanno fare veramente. Quando il bosco finisce ci sono prati, e il sole, seppure velato, si fa sentire. Sudo come un cammello! Ecco a questo punto, scopriro' poi, dietro di me si sta svolgendo un duello a tre, tra Caniggia, Franz e president, fatto di tattica, cadute, sghignazzate e fiato corto. Che sbalinai.
Rifugio Graziani: piu' o meno siamo a meta' strada, 3 su 5km, ma il dislivello piu' tosto comincia qui. Al ristoro prendo al volo un bicchiere d'acqua, me lo tiro in bocca, ok, forse un sorso e' entrato. Senza soffocare, che e' un fantastico risultato.
Il sentiero verso l'Altissimo sarebbe corribile. Sarebbe, perche' il vertical taglia su dritto per i prati! Testa bassa, accucciato come una scimmietta, mani sulle ginocchia a spingere (tranne quando il fotografo sul percorso mi dice tiratisutiratisu, ma non oso immaginare in che condizioni). E' gia' un po' che sono tra i miei simili: andiamo di pari passo, alti e bassi. Non fosse che ho un problema nel cervello: se qualcuno mi sta davanti, devo superarlo. Devo proprio. Scoppiasse il cuore - che tanto ha tenuto a ben peggio - devo. E questo si verifica due volte: la prima subito dopo il Graziani, con un tipo continuiamo avanti io avanti tu avanti io avanti tu. Sforzo disumano per guadagnare due metri. Fatta. E la seconda, a circa 200m dall'arrivo, ho davanti questo signore fortissimo: fortissimo perche' suppongo abbia 20 anni piu' di me e pesta parecchio e ce l'ho davanti. Appunto!! Avro' qualche rimasuglio di giovinezza? Niente battute, grazie. Scatta la modalita' orgoglio, do' fuoco alle polveri rimaste: e bastano giusto quel poco per fare il sorpassino ed arrivare in cima.
Bit! 53 minuti e rotti, per un 54esimo posto che e' gran cosa per uno come me, che solo poco piu' di un anno fa diceva di odiare la salita. Perche' non c'e' cosa piu' bella che guardarsi indietro e vedere che si e' stati capaci di cambiare, di ribaltare convinzioni ammuffite e provare nuove sfide. Perche' la corsa e' una maledetta copia della vita, e se c'e' una fottutissima salita, beh, la fottutissima salita va fatta. Ok, chiudo con la parentesi filosofica. Magari ci torno su un'altra volta.
In pochi minuti arrivano tutti quelli del gruppo unendosi a quelli gia' li', e sono pacche sulle spalle. Invadiamo senza ritegno il tavolo piu' grande... E sono birre. Ed e' pasta. Sbrisolona. Birre ancora. Altra sbrisolona. Foto. Battute. Si ripercorre il duello epico di cui sopra e le strategie, le sensazioni, le spariamo grosse e tanto lo sappiamo che le spariamo grosse. E altro giro di birre, esce anche il sole quando le previsioni erano pessime. Perche' le belle giornate non si devono rovinare. E quando si fa ora, zainetto in spalla e giu' per i prati, mezzi brilli e mezzi birilli, a salutare le mucche, a salutare i cavalli, a prendere per i fondelli lo stereotipo dell'escursionista con le adidas di finta pelle bianche, a parlare del grip delle scarpe, a ridere...
Che a me, stare con questa bella gente, fa venire queste sensazioni, dateci un'occhio: Alt-J Left Hand Free
E tutto il resto e' storia, ma e' la storia piu bella.
