sabato 15 agosto 2015

Primo ultra: Glory Trail 2015

Antefatto: io e il mio socio di running Leonardo leggiamo su internet di questo trail.
Da veri invasati, quando nel regolamento vediamo "regole per la semi-autosufficienza", ci parte l'embolo del maschio che rischia e decidiamo di iscriverci.
Antefatto ancora precedente: verso la fine dell'anno scorso avevo cominciato a perdere un poco di interesse nelle mezze e volevo cominciare a provare un po' di trail, quindi mi sono fatto regalare lo zainetto, ho cominciato a fare un po' di percorsi in salita, ecc ecc. Cambio di filosofia: non piu' gare tirate allo spasimo ma un ritmo piu' blando e percorsi da osservare.
Dal Piave al Grappa, 50km con 2500m di dislivello positivo. Decisamente oltre qualsiasi cosa avessimo mai provato.
Torniamo al presente: e' il venerdi prima della gara. Il mio running-mate sfortunatamente non puo' partecipare per imprevisti last-minute, quindi la logistica subisce una variazione improvvisa. Siccome sono a 1h30 di auto da casa, i pettorali li consegnano dal giorno prima ed ho gia' prenotato il pasta party (sia mai che non prendo qualcosa che mi spetta), e principalmente la gara parte alle 6:30 di mattino, non mi resta che cercare da dormire al volo. Scopro che l'organizzazione mette a disposizione il teatro della canonica per chi ha un sacco a pelo, fantastico. Porto la sacca la', poi torno al pasta party e conosco un po' di trail runner.
Voglio essere educato. Diro' semplicemente che il trail running probabilmente alla lunga causa danni cerebrali. Mi sento un pesce fuor d'acqua: qui tutti hanno all'attivo una serie fuori di testa di trail, ultratrail, 6 ore, 12 ore o anche delle 24 ore di corsa. Io, pivello, primo ultra trail, preoccupatissimo della distanza. Distanza?? Qui nessuno ne parla, al massimo e' il caldo che li preoccupa. Mi rendo anche conto che molti avranno probabilmente un ritmo molto tranquillo, visto che fanno i conti col tempo massimo per concludere la gara. Baaah. Sono un po' scoraggiato, gia' la preparazione non l'ho fatta molto bene (sono arrivato al max a 36km con 1500m di dislivello, da li' in poi sara' nebbia), e poi con tutti sti matt... ehm, esperti, boh, non so se mi trovo in questo ambiente! Poi, la coca cola: nell'ambiente mezze e maratone, la birra va per la maggiore, una sola la sera prima e casomai dopo, a secchi. Tra i trailrunner, sono tutti cocacolisti. Boh.
La notte, in bianco. Rumori, fondo duro, caldo, e un russatore. Sufficiente per non dormire nulla. Ho letto che se si e' riposato bene la settimana, l'ultima notte non conta... speriamo, che si prospetta una giornata duretta. Mi alzo poco prima delle 5, comincio a tirare fuori le cose e riordinare un po'. Faccio colazione a succo di frutta, tanto, e fette di pane e cioccolata, tante. Attacco il numero, preparo lo zainetto, sono un poco lento, hanno finito gia' tutti e stanno andando a consegnare le sacche. Veloce veloce. C'e' tutto, anche di piu': 4 barrette, acqua, cambio, telefono, antipioggia, la frontale hanno detto che non serve.
Viaviavia.
Sacca consegnata, ok, un po' di calma.
Non faccio il riscaldamento, parto piano.
Mi metto in fondo, parto per ultimo, chissene.
Vedo un po' di quelli conosciuti la sera prima, in bocca al lupo!
Sono chiaramente emozionato. Cazzo. E chi l'avrebbe detto?
Oook mancano pochi secondi... e... noo non ho fatto partire il gps ecco ci mettera' due km a prendere.
Via!
Metto in fila all'altro i primi passi di 50km, il primissimo pezzo e' in paese e poi si inoltra nel bosco. Rapidamente si fa ripido, vabbe' sara' uno strappetto. Proseguo corricchiando, la pendenza e' impegnativa e molti degli oltre 300 rallentano fino a camminare. Scopriro' poi che al primo intermedio (circa 10km) passero' come 40esimo circa, il che mi sorprende. Positivamente, intendo. Comunque, strappetto un cavolo, qui continua a salire senza interruzioni con pendenza (letta a posteriori) fino al 40%. Infatti in 10km arriviamo sul Monte Tomba, facendo circa 800m di dislivello quasi tutti d'un botto, e mi unisco anche io a quelli che le salitacce le camminano. Prendo il tempo di fare un foto: il panorama e' spettacolare, si vede la valle del Piave mentre sorge il sole. I miei neuroni ancora apprezzano il paesaggio.
Al primo ristoro riempio la camel bag di acqua e sali, cosa che ripetero' per altre 4 volte. Estraggo una barretta e la mangio mentre riparto in leggera salita. Controllo dopo un po' e... no! Ho perso 2 barrette: dev'essere stato quando ho riempito la camel. Merda. Speriamo che nei prossimi ristori non ci sia solo acqua.
Via di nuovo, si sale fino a una specie di capitello e poi il percorso si fa meno pendente, un po' di respiro e la possibilita' di correre. Riprendo fiato e forze, il sentiero e' accidentato ma si lascia correre, a destra la montagna a sinistra un dirupo, tutto cosi' per almeno 4-5 km. Ad un certo punto mi giro, e vedo il fianco della montagna leggermente segnato da quello che e' il sentiero appena percorso fino a predersi quasi nella foschia, e mi sembra incredibile aver fatto tanta strada. Riparto, gia' gli altri runner sono molto sparsi e devo cominciare a stare attento alle indicazioni, non vorrei perdermi.
La salita torna subito e con un percorso in cresta - spettacolare - ci inerpichiamo per raggiungere Cima Grappa, a oltre 1700m. La salita e' di nuovo impossibile, per me, da correre. Spingo sulle ginocchia, e l'aria fresca (non c'e' sole oggi!) mi fa accorgere di quanto stia sudando. Energie ce ne sono ancora, ma al ristoro dopo la cima fortunatamente hanno le barrette, ne mangio una e preservo la mia rimasta per dopo.
Il sentiero continua in cresta, per la maggior parte esposta, ma il sole e' coperto. Bene. Anche perche' mi par di tentennare gia' cosi'... sono solo 20km e sono gia' passate ben 3 ore. Un poco di discesa mi risolleva l'umore, riesco a fare dei tratti tra 4 e 4:30 al km, zompettando tra i sassi. Mi piace moltissimo la discesa tecnica, e mi butto: solo un po' di attenzione su alcuni sassi umidi, giusto per non cadere. Dopo la breve illusione, il sentiero torna difficile e si sale ancora, meno duramente, ma ho come l'impressione che la mia soglia - ma anche quella di quelli che vedo - corsa/camminata si sia impostata su una pendenza decisamente inferiore. Ora, riesco a fare di corsa solo tratti di pendenza modesta, ciononostante supero ancora un po' di runner. Che strano. Lo paghero' poi. Quando arriviamo alla cima di Croce dei Lebi, dove un alpino saluta e incita i trailrunner, siamo circa al km 30. A questo punto mi rendo conto di aver finito le energie, perche' nonostante parta una leggera discesa, non riesco a darmi un ritmo decente. Le gambe non reagiscono, sono lente. Comincio ad inciampare spesso, senza cadere, e a darmi calci nelle caviglie involontariamente.
Tre quinti della gara, inizio della parte psicologica: da qui in poi, comanda (e inganna) la testa. Se ce n'e'. Il primo pensiero e' che non ce la faccio! Lo ricaccio indietro, non se ne parla, bene o male in fondo si arriva. A complicare le cose, sono in un tratto in cui, se e' vero che e' difficile sbagliare, e' anche vero che non vedo piu' nessuno dell'organizzazione, ma non ho neanche altri runner a vista d'occhio, ne' dietro ne' davanti. Percorro un km con la paura di aver sbagliato (e dover fare strada in piu'... in salita!!!), e un km a quel ritmo dura 7-8 minuti, finche' vedo un ragazzo con la maglia dell'organizzazione e tiro un sospiro di sollievo.
Al ristoro del 34esimo km decido che riposo un po'. Mi siedo, bevo, mangio un'altra barretta. Mi costera' circa 20 posizioni, ma la sosta e' necessaria: saranno stati 5 minuti, ma mi rialzo con qualche energia in piu'. Si procede in una discesa che sembra farsi sempre piu' ripida, ma ho il freno a mano tirato. I piedi sono troppo lenti, inciampano, danno calci a sassi e non si spostano all'ultimo momento per trovare l'appoggio migliore come fanno di solito. La parte che in altre condizioni mi avrebbe divertito, ora e' uno sforzo sovrumano, come sovrumani sono gli ultra-trail. Questo pensiero mi ritorna piu' e piu' volte durante questa discesa: sono 4 ore e poi 5 ore e poi 6 ore che sono partito, ed il limite del concepibile e' superato. Dovessi ascoltare il corpo, mi fermerei. Aspettando che qualcuno passi a prendermi. Ma c'e' l'orgoglio, la voglia di finire e poter dire di averlo portato a termine... si' ma per questo basterebbe anche camminare, invece no, lo voglio correre dove posso. Voglio limare ogni secondo dove posso. E allora quando il percorso torna ad essere meno in discesa e a presentare qualche piccola salita, continuo ad alternare camminata rapida e corsa, camminata rapida e corsa. E mi accorgo di una strana inerzia, per la quale se cammino faccio fatica psicologica a cominciare a correre, e se corro faccio fatica fisica a tornare a camminare. Come se, una volta avviato, il mio corpo fosse diventato cosi' sensibile da accorgersi che quando la pendenza e' buona, la corsa e' effettivamente un modo piu' efficiente di muoversi. Torna la discesa ripida, ci sono dei tornanti nel bosco: la reattivita' delle gambe e' tale che ad ogni tornante devo fermarmi, girare, e ripartire, come un robottino. Oramai non penso piu' a nulla che non sia mettere un passo davanti all'altro, e facendo molta attenzione che si trovi nella posizione giusta.
Improvvisamente, un uomo dell'organizzazione sul percorso dice ad un altro atleta che mancano solo 5km... solo?? Non mi torna! Sara' vero? Combattuto tra speranza e timore di essere illuso, stringo i denti per quelli che mancano, siano 5 o 7. E poi ricordo che il mio GPS non e' partito subito, ecco perche'! Rinfrancato nello spirito, anche se con il corpo svuotato, continuo a correre dove possibile, oramai basta una minima pendenza positiva per farmi camminare. Il sentiero si fa strada asfaltata, appaiono case, sento il telefonino nello zainetto che riceve messaggi, sto entrando in paese a Seren del Grappa!
Faccio l'ultimo km forzando un pochino, anche se non ce n'e' proprio piu', entro nel paese, comincio a vedere gente che incita anche se non mi conoscono.
Vedo l'arco del traguardo.
Vedo 7 ore e 17 minuti.
Vedo che sono 50km.
Vedo che ce l'ho fatta.
Che ce l'ho fatta.
L'ho fatta.

Nessun commento:

Posta un commento