Ho pensato
potesse essere una buona gara per concludere l’anno, il percorso è veloce e
potrei provare a fare il personale. Ok, non sono stato per niente costante
ultimamente con gli allenamenti ma la forma mi pare ci sia. Proviamo.
Vengono anche
Mauro e David, il primo lo passo a prendere mentre col secondo ci troviamo lì.
So – sappiamo – già che ognuno farà la
sua gara: David avrà la maratona a breve e dovrà andare calmo, Mauro prova il
personale e quindi lo vedrò scomparire all’orizzonte. Sensazioni abbastanza
buone, facciamo tutto con calma e pure un riscaldamento come si deve, anche se
fa un caldo boia e sudiamo come i cammelli. Poi alla partenza, assiepati tra
4000 persone con importante effetto stalla, mi pare sia estate. Lo starter ha
una fretta incredibile e da’ la partenza con alcuni minuti di anticipo! Via via
via.
Solita ressa: il
primo km è uno zigzag a elastico, piano paletto veloce salta marciapiede
motorino parcheggiato male aiuola veloce scalino piano tombino.
Complice la
leggera discesa, il tempo è abbondantemente sotto i 4min/km, che va bene
fintanto che spiana. Intanto vedo i palloncini dei pacer, e mi dico: “perfetto:
saranno quelli dell’1:29, devo raggiungerli e superarli pianino e il ritmo sarà
quello giusto”. Detto fatto, mi avvicino con calma anche se con discreta fatica:
insomma, sembrano a due passi ma mi pare di giocare all’asino e carota (sono l’asino,
ndr). D’altronde, i pacer solitamente cercano di recuperare il tempo perso nel
primo km e poi è noto come quelli di Riva arrivino sempre in anticipo (causando
notevoli perdite tra gli ignari runner). Nel mentre, i km scorrono e il GPS mi
segna in modo altalenante delle velocità un poco esagerate, ma dò la colpa al
tunnel dove ha decisamente perso i satelliti e da quel momento pare essere
impazzito. In un tratto con forte vento contro mi avvicino ancora di più al
gruppo coi pacer per ripararmi un poco.
Ed è così che al
km 8 con un’occhiata al numerino sul palloncino, scopro che sto seguendo il gruppo
da 1h24.
Sono morto.
Altro che GPS
impazzito! Mi stava gridando “vai piano pirla”!
Piano B: faccio
salire il ritmo a 4:15-4:20 per recuperare, giusto un paio di km, tanto ho
fatto i primi 8km a palla.
Attorno al km
11-12 provo a tirare un po’ più il ritmo, per rimettermi in linea con i piani
iniziali. Sembra possibile. Continuo.
E invece no. No, perché nella mezza, il km 15 è lì che ti aspetta: ti aspetta, e ti dice cosa succederà.
Ti dice se sei andato troppo forte, giusto, o troppo piano. E di conseguenza ti
spiega che scoppierai, che puoi continuare così, che puoi accelerare. E dice
sempre la verità, quel maledetto, puoi far finta di non ascoltarlo ma poi non
dire che non t’aveva avvisato. Il km 15 è il km della verità. Non ci sono
palle.
A me, il km 15 ha
detto così: “caro mio, dove pensavi di arrivare tirando a 4 al km per mezza
gara? Mettitela via, sarà dura arrivare in fondo”. Porcamiseria se aveva
ragione. E come nella profezia, mantenendo il tentativo di spingere al limite,
la velocità si fa progressivamente più bassa, e il ritmo alto: 4’20, 4’25, e mi
superano dappertutto. Legnata psicofisica, sensazioni metafisiche.
Tento una
accelerazione di orgoglio, faccio il 18esimo km a 4’10, e provo a convincermi
che si può. Naaaa. Vengo automaticamente ripagato con una legnosità immediata
agli arti inferiori e gran calo nel finale, con 25 bei secondi in più al km,
giusto per mantenere gli equilibri nell’universo.
Ultimi km, ultimo
scatto di orgoglio: non superare l’ora e mezza… e ci manca poco! 1h29m11s in realtime…
puff…
Mh.
Cosa avevo detto?
Personale? Concludere l’anno?
Adesso vado a
vedere se c’e’ una bella gara nei dintorni, prossimamente. Senza pacer da 1h24!

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