martedì 30 settembre 2014

Una 30Trentina strategica

Quando si prepara una maratona come si deve, bisogna pianificare almeno un pochino quando come e dove si vogliono fare i lunghissimi. Pero', per quanto io ami la corsa, mi risulta piuttosto difficile riuscire a fare decentemente i lunghissimi da 30-35k da solo, ed allora solitamente mi accordo con il mio collega runner Leonardo.
Fare i lunghissimi in compagnia e' tutta un'altra cosa: ci si tira a vicenda, ad un certo punto A tira B e dopo qualche km, B tira A, il tempo passa leggero, si fanno due chiacchiere (il fiato dovrebbe essere sufficiente durante un lunghissimo!). Resta pero' un problema logistico: acqua, sali, rifornimenti in genere, devono essere pianificati, magari scegliendo un percorso con fontanelle, ecc.
E se invece qualcuno organizzasse una gara lunga alcune settimane prima della maratona che tu hai scelto? Perfetto! Ecco quindi che gli organizzatori della 30Trentina, collocandosi 4 settimane prima della maratona di Venezia hanno fatto bingo: infatti, nelle ultime due edizioni hanno totalizzato rispettivamente circa 200, 400 e in questa 800 iscritti... di questo passo dove arriveranno???
Per me (noi, io e amico runner) e' stata l'occasione per il lunghissimo da 35k.
Arriviamo stra-presto a Levico nella nebbia mattutina, prendiamo il pettorale e ci rifugiamo in un bar sperando che si apra un poco la visuale... intanto prendiamo due caffe' (a testa, ovviamente!!) aspettando che sia il momento giusto per prepararsi, osservando i vari runner che come noi stanno arrivando. Partiremo prima, ci diciamo: dobbiamo fare 5k in piu', quindi visto che la gara parte alle 10, alle 9:30 noi cominceremo dietro alla partenza, in direzione opposta.
Ok, e' quasi ora, usciamo e pare che il sole pallido cominci a fare breccia nella nebbia. Cerottini nei punti critici, numero su maglietta, GPS, prima allacciatura delle scarpe, fascetta per il sudore e consegna della sacca. Pronti. Seconda allacciatura scarpe, quella definitiva, mentre il GPS cerca i satelliti. Sono le 9:30 o poco piu', partiamo in direzione esattamente contraria, mentre molti altri si riscaldano, e ci richiudiamo piu' volte su un giretto di circa 1km dietro alla partenza. Pian piano il sole consuma la nebbia, la gente che si riscalda si ferma e si ammassa alla partenza, e restiamo solo noi e altri 3-4 a macinare i primi km anticipati. 5km! Arriviamo giusti alla partenza sul quinto, quando lo speaker annuncia che manca 1 minuto, ok perfetto, ci sta un pochino di stretching e il reset del Garmin per tracciare il percorso della 30Trentina (dopotutto e' una gara, e l'agonismo ce l'ho nel sangue!).
Si parte! Siamo proprio gli ultimi ad attraversare la linea, in fondo a tutto il gruppone che si appresta a percorrere 30km, o in alternativa la staffetta 15+15km. Come sempre ci vuole un po' per prendere il ritmo, il gruppo e' piuttosto compatto e lento ma in qualche modo ci assestiamo sul target di 4:40min/km, secondo piu' secondo meno. I km passano, siamo freschi, l'altimetria e' un po' variabile e quindi il ritmo non e' costante ma lo sforzo si. Si chiacchiera volentieri, l'aria e' frizzante, il paesaggio bellissimo, ma il sole si fa comunque sentire, saranno 18 gradi. Ci mettiamo quasi 10km a raggiungere la parte della corsa che tiene circa il nostro ritmo, anche se ogni tanto ho l'impressione di rallentare e quindi supero qualcuno. Leonardo ogni tanto mi avverte che la gara e' ancora lunga ma oggi sto veramente bene... quei "momenti di grazia" sportiva che vanno colti!! Infatti per alcuni km, in particolare il 15, 16 e il 17, la strada vola sotto i nostri piedi, complice il panorama del lago di Caldonazzo, e non ci pare quasi neanche di faticare. Dal quindicesimo km, pero', ai ristori scompaiono le bottigliette e ci sono solo i bicchieri: oltre alla difficolta' di bere in corsa dal bicchiere, ho la sensazione di non bere a sufficienza e infatti dopo il ristoro dei 21k il bicchiere riempito a meta' non mi basta. Poche decine di metri dopo la sete mi tormenta e devo fermarmi a bere ad una fontana... piccola critica agli organizzatori: piu' bottigliette!!
Comincia la salita: l'altimetria sulla carta mi spaventava un po', ma scopro che in realta' e' molto dolce e ci permette di mantenere il ritmo, a seconda dei tratti, tra i 5 e i 20 secondi al km in piu' della media target, perfetto. Nonostante cio' la fatica si accumula, il sole si fa caldo - giornata spendida, adesso avremmo superato i 20 gradi - e sono proprio gli ultimi 200m della salita, attorno al km 25 (che era il trentesimo per noi), quelli piu' duri. La consapevolezza del fatto che poi sarebbe partita una leggera discesa di quasi 5km mi fa fare un ultimo sforzo per non calare troppo il ritmo, e poi, gambe a ruota libera. Leonardo, un po' meno sicuro sulla discesa, mi dice di andare. Sfioro i 4min/km in discesa e nonostante cio' ho la sensazione di riposare, anche se so che i muscoli stanno tenendo pedantemente conto di ogni metro.
Continuo sulla riva del lago di Levico, che spiana, cercando di mantenere un buon ritmo. Oramai il mio contachilometri interno ha superato abbondantemente i 30, territorio inesplorato per gli allenamenti di quest'anno. Infatti, arriva la crisi - penso psicologica - al km 28 della gara: nulla puo' la vista del lago, non riesce a distrarmi dalla stanchezza. Il ritmo peggiora fino ad un 5:10min/km che cerco di tamponare con tutte le mie forze. E poi, succede una cosa che mi fa capire quanto "la testa" sia importante nelle corse lunghe: due runner mi superano. Con uno scatto di orgoglio (non per la posizione in classifica, quella e' irrilevante!!) cerco di non perderli e scopro di potercela fare, non senza sforzo, ed arrivo a tenere per tutto l'ultimo km addirittura un 4:30min/km!!
Attraversare il traguardo e' una soddisfazione enorme: finisco in 2h18'30", con delle ottime sensazioni durante la gara, che si e' svolta in un paesaggio splendido. Credo proprio che la rifaro' anche il prossimo anno, e quello dopo, e quello dopo ancora, e ancora...

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